INDUZIONE INDEBITA A DARE O PROMETTERE ALTRA UTILITA’ – CAMPAGNA DI STAMPA OSTILE – RESPONSABILITA DEL GIORNALISTA – CONSEQUENZIALITA’ TRA ARTICOLI CRITICI E VANTAGGI INDEBITI – NESSO DI STRUMENTALITA’ TRA LA PUBBLICAZIONE DEGLI ARTICOLI ED I FAVORITISMI – CONSAPEVOLEZZA DEL GIORNALISTA DELLA STRATEGIA DEI CONCORRENTI NEL REATO.

(G.U.P. presso il Tribunale di S. Maria C.V. Dott.ssa Nicoletta Campanaro – proc. pen. nr. 9794/14/21 -sentenza emessa a seguito del giudizio abbreviato a carico di G.P.).

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La mancanza di consapevolezza in capo al giornalista di una consequenzialità, anche indiretta, tra la campagna di stampa ostile posta in essere su sollecitazione di terzi soggetti (coimputati di induzione indebita per aver tentato di ottenere dal soggetto passivo del reato  favoritismi) ovvero dell’esistenza di un nesso di strumentalità tra la pubblicazione degli articoli critici e le illegittime utilità per terzi soggetti, esclude la sussumibilità della condotta nella fattispecie di cui all’art. 56- 319 quater c.p. per insussistenza dell’elemento soggettivo.

Fattispecie nella quale il giornalista, attraverso la pubblicazione di articoli critici e demolitivi la figura del soggetto passivo del delitto, era ritenuto concorrente nel reato, quale esecutore materiale, di una complessa ed aggressiva strategia comunicativa finalizzata ad influenzare le scelte gestionali e decisionali del direttore generale dell’A.S.L. al fine di ottenere favoritismi e/o altra utilità per terzi soggetti.

A cura di Dario Pepe

GESTIONE ILLECITA DEI RIFIUTI – INERZIA DEL TECNICO RESPONSABILE DELL’AREA AMBIENTE DEL COMUNE – MANCATA ESECUZIONE LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DEL SITO DI STOCCAGIO PROVVISORIO DI R.S.U. – OMESSO CONTROLLO OPERATO DEL FUNZIONARIO AMMINISTRATIVO – RESPONSABILITA’ PENALE DEL SINDACO P.T. –

sentenze2“E’ penalmente responsabile il Sindaco p.t. che, omettendo di esercitare il dovuto controllo sull’operato del funzionario amministrativo, non impedisce la mancata realizzazione di lavori di messa in sicurezza del sito di stoccaggio provvisorio di R.S.U.”.

( Tribunale Monocratico di S. Maria CV –articolazione territoriale di Caserta- dott. Giovanni Mercone, sentenza n. 6646/15 emessa in data 23/12/2015.).

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A cura dell’avv. Edoardo Razzino.

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L’efficacia extrapenale dell’ esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.

ugp logo quadratoLa presente riflessione ha come scopo non quello di aggiungere alla diffusa bibliografia un ulteriore trattato sulla particolare tenuità del fatto, di cui all’art 131 bis c.p. introdotto con legge delega 28 aprile 2014 n.67, bensì approfondire la tematica degli effetti di pronunce che ne dichiarino la sussistenza. Pertanto, più che un’analisi ontologica circa la natura giuridica e gli elementi costitutivi dell’istituto, vero tema di approfondimento sarà l’aspetto relativo alle conseguenze derivanti dall’archiviazione o dal proscioglimento per non punibilità per particolare tenuità del fatto.

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PUBBLICHIAMO, A SCOPO SOLO ORIENTATIVO, L’ATTO IN MATERIA PENALE REDATTO DALL’AVV. GIUSEPPE MASTROIANNI ASSEGNATO ALL’ESAME DI ABILITAZIONE FORENSE.

ugp logo quadrato“Tizio, incensurato, si reca presso un supermercato dove preleva da uno scaffale una bottiglia di vino, che immediatamente nasconde sotto il giubbotto, quindi oltrepassa la barriera della cassa senza pagare ed esce dal supermercato, ma subito dopo viene fermato da un addetto alla sorveglianza che lo aveva seguito sin dal suo ingresso nell’esercizio commerciale e lo aveva visto mentre prelevava e occultava la bottiglia.
L’addetto alla sorveglianza chiama la polizia e tizio viene identificato e denunciato. Nessuno presenta querela.
Tizio viene sottoposto a processo e all’esito del giudizio, viene condannato, previo riconoscimento delle attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle aggravanti contestate, alla pena di mesi 6 di reclusione ed euro 200 di multa, condizionalmente sospesa, in ordine al reato di furto aggravato di cui agli artt. 624 e 625.1,2 e 7 c.p. per l’uso del mezzo fraudolento e l’esposizione del bene sottratto alla pubblica fede.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto ritenuto più idoneo alla difesa dello stesso”.

 

Atto redatto a cura dell’avv. Giuseppe Mastroianni;

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STUPEFACENTI- USO PERSONALE – DATO PONDERALE – SCORTA – INSUSSISTENZA DI STRUMENTI FINALIZZATI ALLA CESSIONE

sentenze2

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sez. II Penale  

-dott.ssa Maria Francica-

Sentenza 4281 del 10.9.2015

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“Non integra il reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti di cui all’art. 73 comma 1 bis D.P.R. 309/90 la condotta di chi, anche in possesso di un quantitativo di sostanza drogante non modesto, destini la sostanza alla costituzione di una riserva finalizzata all’uso personale.

Non può infatti, alla luce della pronuncia della Corte Costituzionale n. 32 del 2014, ritenersi sufficientemente integrata la fattispecie dal solo dato ponderale, ove non risultino elementi indiziari – quali gli strumenti atti al confezionamento e alla suddivisione di dosi- che lascino supporre una volontà diretta alla realizzazione di una attività di cessione.”

(Fattispecie in cui all’imputato veniva contestata la detenzione al fine di spaccio di sostanza stupefacente di tipo hashish per essere stato trovato in possesso di un pezzetto di sostanza – che consegnava spontaneamente- e quattro stecchette, per un totale di 9,258 grammi con una percentuale pari al 9,4% di principio attivo di tipo THC da cui potevano ricavarsi 34,8 dosi medie. L’imputato veniva mandato assolto in quanto, da un lato, non veniva rinvenuto, a seguito di perquisizione all’interno dell’abitazione, alcuno strumento idoneo al confezionamento ed alla suddivisione della sostanza in dosi (cfr. Cass. Sez. III n. 46610/2014), dall’altro perché, non essendo più in vigore, a seguito della sentenza Cort. Cost. n. 32/2014, specifici parametri quantitativi e dosimetrici delimitanti l’ambito dell’uso personale integrante l’illecito amministrativo di cui all’art. 75 D.P.R. 309/90, non può ritenersi provata oltre ogni ragionevole dubbio la destinazione illecita della detenzione ove risulti dall’istruttoria dibattimentale il solo dato ponderale non irrisorio della sostanza, compatibile con l’uso personale nella forma quantomeno della “scorta”).

A cura di Gaetano Golino

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PUBBLICHIAMO IL PARERE IN MATERIA PENALE REDATTO, A SCOPO SOLO ORIENTATIVO, DALL’AVV. DARIO PEPE RELATIVO ALLA TRACCIA N. 2 ASSEGNATA ALL’ESAME DI ABILITAZIONE FORENSE

ugp logo quadrato“Tizio, approfittando delle difficoltà economiche in cui versa Caio, presta a questi una somma di denaro pari ad € 20.000 facendosi promettere in corrispettivo interessi usurai. Successivamente, a seguito della mancata restituzione integrale da parte di Caio della somma prestata e degli interessi pattuiti, Tizio incarica della riscossione del credito i suoi amici Mevio e Sempronio.

Quest’ultimi, ben consapevoli della natura usuraia del credito, contattano ripetutamente al telefono Caio e gli chiedono il pagamento del credito, minacciando di ucciderlo. Poiché Caio risponde di non poter pagare per mancanza di denaro, Mevio e Sempronio si portano presso l’abitazione di questi e dopo aver nuovamente richiesto il pagamento senza però ottenerlo, lo costringolno a salire su di un’autovettura a bordo della quale lo conducono in aperta campagna.

Dopo averlo fatto scendere dall’auto lo colpiscono entrambi ripetutamente con calci e pugni, I due quindi si allontanano minacciando Caio che se non pagherà entro una settimana torneranno da lui. Caio viene trasportato da un automobilista di passaggio in ospedale ove gli vengono diagnosticate lesioni consistite nella frattura di un braccio e del setto nasale con prognosi di guarigione di giorni 40.

Caio decide di rivolgersi alla polizia a cui riferisce nel dettaglio sia la condotta posta in essere da Mevio e Sempronio in suo danno, sia il prestito usuraio effettuato da Caio. Attraverso l’individuazione fotografica operata da Caio, la polizia identifica Mevio e Sempronio.

 

Il candidato, assunte le vesti dell’avvocato di Mevio e Sempronio, individui le fattispecie di reato che si configurano a carico dei suoi assistiti e gli istituti giuridici che trovano applicazione nel caso in esame”.

A cura dell’avv. Dario Pepe

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Pubblichiamo il parere in materia penale redatto, a scopo solo orientativo, dall’avv. Raffaele Carfora relativo alla traccia n. 1 assegnata all’esame di abilitazione forense

ugp logo quadrato“Tizio, alla guida della sua autovettura a bordo della quale si trova anche Caio, a causa dell’eccessiva velocità, perde il controllo del veicolo che finisce contro un albero. A seguito dell’urto, Caio riporta la frattura scomposta del bacino e del femore e viene ricoverato in ospedale, dove viene sottoposto ad intervento chirurgico.

Dopo l’intervento eseguito dal chirurgo Sempronio, a causa dell’applicazione al femore fratturato di viti eccessivamente lunghe, si determinano emorragie, infezione e cancrena che rendevano necessarie 3 emotrasfusioni.
Nell’esecuzione di tali trasfusioni, il medico Mevio errava nell’individuazione del gruppo sanguigno  e in conseguenza Caio decedeva. Tizio si reca da un avvocato per conoscere le conseguenze penali della sua condotta.
Il candidato assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere nel quale, premessa una ricostruzione della posizione di tutti i soggetti coinvolti, illustri gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie in esame.”

 

Parere redatto a cura dell’avv. Raffaele Carfora

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OGGETTO: DECRETO PENALE DI CONDANNA – OMESSA NOTIFICA AL DIFENSORE DI FIDUCIA – NOTIFICA AL DIFENSORE DI UFFICIO IN LUOGO DEL DIFENSORE DI FIDUCIA NOMINATO IN ATTI – NULLITA’ – NULLITA’ ASSOLUTA – NON ESECUTIVITA’ DEL DECRETO – RIMESSIONE IN TERMINI PER IMPUGNAZIONE – INCIDENTE DI ESECUZIONE .

ugp logo quadrato“La notifica del decreto penale di condanna al difensore di ufficio in luogo del difensore di fiducia già nominato in atti è insanabilmente nulla, stante l’ omessa consegna dell’atto ad uno dei soggetti titolari di un autonomo diritto di opposizione.
Pertanto, in caso di mancata opposizione da parte del difensore di ufficio, non si è in presenza di un titolo esecutivo validamente formato e tale vizio può essere fatto valere con la proposizione di un incidente di esecuzione ai sensi dell’ art. 670 cpp. Ne consegue che il Giudice, preso atto di tale nullità assoluta, deve dichiarare la non esecutività del decreto penale di condanna non opposto e disporre la rinnovazione della sua notifica in favore del difensore di fiducia”.

(Gip presso il Tribunale di S. Maria C.V. – dott. Marcello De Chiara – ordinanza del 21/10/2013)

A cura dell’avv. Edoardo Razzino

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DETENZIONE E RICETTAZIONE ARMI COMUNI DA SPARO – FACOLTA’ DI NON RISPONDERE- PATTEGGIAMENTO IN FASE DI INDAGINI PRELIMINARI- VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO PROCESSUALE AI FINI DELLA CONCESSIONE DELLE CIRCOSTANZE ATTENUANTI GENERICHE- DINIEGO.

 

  • G.I.P. presso il Tribunale di S. Maria C. V., dott. Perrella, Ordinanza del 10.12.15, procedimento n. 14453/15 R.G.N.R.- 11193/15 R.G.G.I.P.

“Ad onta della formale incensuratezza, costituisce elemento idoneo ad escludere la concedibilità delle circostanze attenuanti generiche, in quanto indice di mancata resipiscenza, il negativo comportamento processuale tenuto dall’indagato, concretatosi dapprima, nel corso della perquisizione domiciliare, nel tentativo di occultare la res delittuosa, ed in seguito, in sede di interrogatorio di convalida dell’arresto, esercitando il diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere”

(Fattispecie relativa a richiesta di applicazione di pena concordata in fase di indagini preliminari ex art. 447 c.p.p. in procedimento avente ad oggetto la ricettazione e la detenzione di più armi comuni da sparo con matricola abrasa, in cui il G.i.p. ha ritenuto non congrua la pena concordata tra difesa e Pubblica Accusa in fase di indagini preliminari, in ragione della mancata concedibilità delle circostanze attenuanti generiche, fondata sul negativo comportamento processuale dell’indagato tanto nel corso della perquisizione domiciliare che consentiva di rinvenire le armi, quanto in sede di interrogatorio di convalida, allorquando lo stesso si avvaleva della facoltà di non rispondere).

A cura dell’avv. Stefano Alessandrelli

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AVVISO DELLA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI – RICHIESTA DI INTERROGATORIO MEDIANTE MEMORIA DIFENSIVA – CONTESTO ESPOSITIVO E CARATTERE UTILIZZATO – DECLARATORIA DI NULLITA’ DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO.

sentenze2

– Giudice Monocratico presso il Tribunale di S. Maria C.V. – Prima Sezione Penale – articolazione territoriale di Caserta – Dottor. A. Riccio – (Ordinanza del 09/12/2015 – proc. pen. nr. 4412/15 a carico di S.M.)

“La richiesta dell’indagato, contenuta in un’articolata memoria difensiva presentata entro il termine di venti giorni dalla notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini preliminari, deve ritenersi validamente proposta – e vincolante per il P.M. – laddove il carattere della scrittura utilizzato, la forma chiara dell’istanza di interrogatorio e la collocazione della richiesta siano agevolmente rilevabili dal P.M. dal contesto dell’atto; ne consegue che, in caso di mancato invito a rendere interrogatorio va disposta la nullità del decreto di citazione a giudizio ai sensi dell’art. 552, comma 2, c.p.p.

(Fattispecie relativa a richiesta di interrogatorio presentata unitamente ad una memoria difensiva nella quale la difesa richiedeva l’archiviazione del procedimento e, contestualmente, sollecitava il P.M. al compimento di atti di indagini dopo aver richiesto, nella parte iniziale della memoria, di sottoporre l’indagato ad interrogatorio per chiarire la posizione processuale).

A cura di Dario Pepe